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Aveva lo sguardo fisso fuori dalla finestra e vedeva il mare e le case, quel grande residence in costruzione. Prima non poteva perché non abitava vicino al mare. Stava in una città diversa, dall’altro lato della Sicilia ma non vedeva il mare. Adesso si era innamorato di questo blu e pensava già a come sarebbe stato se un giorno avesse dovuto lasciarlo. Pensava anche a come la vita va avanti a fasi.
Erano trascorsi tre lunghissimi anni e adesso che si guardava alle spalle, gli sembrano davvero troppo corti. Non riusciva proprio a capire come fosse riuscito a rimanere a galla e a finire quel benedetto dottorato. Si ripeteva nella mente, quasi come un discorso importante, tutte le cose imparate e fatte. Riviveva i viaggi e le persone conosciute. Aveva imparato tantissime lezioni di vita ma ancora altrettante ne aveva da apprendere.
Era finalmente fiero di sè stesso e di aver raggiunto questo traguardo, soprattutto adesso che poteva fare un lavoro che lo appassionava e al tempo stesso, almeno nei suoi ideali, sembrava dare un contributo alla società: era praticamente fantastico! Si, perché la ricerca è tutto e niente, si diceva. Anche lo scoprire il più piccolo dettaglio su un argomento completamente ignoto vuol dire aprire la porta ad altri approfondimenti e col tempo magari, chissà…
Pian piano aveva ripreso a vivere così come quando era studente universitario. Aveva ricominciato a fare serate, ad uscire con gli amici ed era felice di poter godere senza pensieri il momento, tirare fino a tarda notte e magari aspettare l’alba. Si nutriva di quei momenti: un ballo tra due corpi che si abbracciano e si lasciano, di due sguardi che si fondono, di mani che si cercano e si trovano. Di sogni che, anche se non si sarebbero avverati, lo facevano sentire tremendamente vivo e sereno: insomma, una persona felice. Sapeva che adesso poteva farcela. Si trattava di un’intima convinzione legata al fatto che niente è assoluto, qualsiasi cosa inizia e finisce. E poi viene sempre qualcosa dopo, sino a che siamo vivi. Dunque, doveva semplicemente vivere.

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Sicurezza: cercala, perseguila.

Sicurezza! Manca, viene e va… ti fa sbagliare ma è necessaria come l’aria. Bisogna sempre accompagnarla con l’umiltà e il rispetto degli altri esseri umani per dire di poterla possedere. La sicurezza è pronta al confronto, non vuole mai prevalere sugli altri. Non rinuncia mai a qualcosa ma se le dici che sbaglia è pronta ad ammetterlo e a rimediare.

La sicurezza può essere travestita da orgoglio e presunzione, le sue sorellastre. Lei è la cenerentola, loro solo le invidiose di ciò che non possiedono: la purezza. Dentro possiede virtù e bellezza che sono visibili solo a chi si sforza di cercarle più di ogni altra cosa.

Non teme di perdersi perché la sicurezza è proprio questo: una forza che viene dalla convinzione. La sicurezza rimane se stessa anche quando paradossalmente non sa cosa fare. Ha imparato da Coerenza che non importa se quello che fai è giusto o sbagliato, l’importante è tenere conto del proprio bene e di quello degli altri che coinvolgi: allora quello che farai sarà sempre giusto.

Se non conosci te stesso non potrai mai possedere la Sicurezza. Confrontati, conosci e immergiti nel mondo per sapere chi sei: ogni istante, se sei attento, ti rivelerà il tuo modo di agire. Se non ti piace inizia dai tuoi pensieri. Pensa come colui che vorresti essere. Se sei saggio imparerai a valutare le cose secondo la volontà di Dio, con infinita bontà ed umiltà. Dopo i tuoi pensieri si trasformeranno naturalmente in parole e gesti perché il corpo risponde alla mente, può lasciarsi ingannare dalle sensazioni ma risponde solo a lei. Lascia che il tempo passi, lascia scorrere i minuti, le ore, i tramonti e il sorgere del sole. Queste azioni esprimeranno chi sei e cosa stai cercando. Non avere paura di cambiare se nel tuo cammino scoprirai che non sei quello che vuoi perché non starai rinnegando te stesso. Anzi fuggi da coloro che vogliono un altro te: cercano solo di soddisfare il proprio egoismo.

In questo modo farai parte del mondo ma non sarai del mondo. Potrai cadere e rialzarti ma avrai sempre la forza per riprendere il tuo cammino. Attento, però, non avere la presunzione di dire: “Ce l’ho fatta! Finalmente sono arrivato dove volevo” perché questa sarà la tua rovina! Ti ritroverai solo e con un pugno di sabbia che sfugge veloce tra le tue dite. Stolto! Puoi dire di avere raggiunto l’orizzonte che vedi da lontano. Quando ti sarai avvicinato, l’orizzonte sarà sempre alla stessa distanza. Ma il cammino che hai intrapreso ha sicuramente portato dei frutti. Usali ma non abusarne e soprattutto non sprecarli: ogni frutto, infatti, porta in sé una virtù. Perseguila.

Osare, bisogna osare

Alcune scelte sono difficili da prendere, sono anche sofferte a volte. Perché devi ammettere di aver avuto torto, di aver voluto sognare. Hai cavalcato la vita e viaggiato in lungo e in largo in cerca di una verità o di qualcuno che ti desse una risposta. Ma non ci sono risposte. Questa vita va vissuta fino in fondo con il rischio di sbagliare e la schiena diventa ogni volta più dritta quando con coraggio e responsabilità ti rimetti sui tuoi passi facendo la scelta più dolorosa e rinunciando un po’ ai tuoi sogni. Però ricordo il film: “La ricerca della felicità” ed il finale, senza paura di fare spoiler perché credo tutti l’abbiamo veduto, mostrava il protagonista piangere di gioia per aver ottenuto un successo dopo tanti sacrifici, scelte dure da prendere e la fatica ma anche il crederci ed il perseverare. Osare mi ha detto un amico, devi osare. Abbandonare valori vuoti e dare posto all’amore.

Uomo contro uomo

Uomo contro uomo
Vita che fugge
Da corpi di vittime innocenti.

Dolore di fiamme
Di rabbia che sgorga dagli occhi
Acqua che bagna la Terra e lacrime
Cadono
Di uomini contro uomini.

Umanità, umanità! Perché ci hai abbandonato?

Pasqua per loro finalmente,
Inferno per gli altri che rimangono.

DS

La donna e il mistero

La forza ed il mistero
Non è possibile capire.
Vòltati,
Mentre il mondo si ricrea.

Ipotesi in una sala di specchi,
Attorno e dentro te.
Donna che sei e ti nascondi,
Donna misteriosa.

Che fissi paesaggi e pensieri solo tuoi.
Esisti, ferma nel tempo.
Occupi la scena, usi il paesaggio:
te ne servi.

Tu sei
non importa chi tu sia, non le altre.
Cosa fissano gli occhi tuoi,
cosa è tanto degno di attenzione?

Quale aria riesce a far parte di te,
Finalmente
O donna misteriosa?
Quali gli odori che adesso respiri?

Oh, sento finalmente l’Infinito
Ma un Infinito che sconosco.

DS

Quelli di Montalbano

Procedo in direzione lungo mare, ma prima di girare l’angolo vedo che il negozio che vende cannoli artigianali ha riaperto… Non posso non fermarmi. Il commesso così prende una “scorcia” di cannolo e lo riempie. Da un lato mette cioccolato, al lato opposto granella di postacchio ed un pezzo di buccia d’arancia candita. Adesso mi sento un po’ Montalbano.
Scambiamo qualche parola, poi lo saluto e seguo la parete della strada. Finalmente il muro termina e si apre alla vista lo spettacolo di un sole di marzo che si specchia sulla superficie blu, prendendo colori simili all’arancia del mio cannolo, con un mare camaleontico che imita i colori della cupola di cielo che l’avvolge.
Ad un certo punto mi fermo sulla balaustra a godermi il panorama e sento una voce alle spalle che dice: “Mmh, buono… Un cannolo!” Mi giro a guardare. La voce è di una donna sulla trentina assieme al marito e la madre, almeno così sembra. Rispondo: “Se volete l’ho preso poco più indietro…”. “No grazie, è per le calorie.”
Non mi rimaneva che dire: ” Beh una volta tanto!”. Chissà Pasquano che avrebbe detto?! Dopo qualche passo, mi saluta dicendo: “Buon appetito!” ed io la ringrazio. Spero possa rinunciare alla dieta e godersi questo cannolo nei prossimi giorni.
Adesso capisco come girano le scene di Montalbano!

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Rimango qui ancora un po’

Esco dalla camera in tarda serata: i vestiti in asciugatrice saranno già asciutti. Nel tragitto incontro un residente dell’ostello. Scambiamo qualche parola, un discorso veloce e poi continuo per la mia strada. Arrivato in lavanderia scopro che invece i vistiti sono ancora umidi. È tardi ma domani non lavoro: chissenefrega, aspetto un altro po’. Inserisco pezzi da venti centesimi nella macchinetta e mentre scendono, il suono mi ricorda quando da ragazzo giocavo ai videogiochi e dovevo inserire i gettoni. Come mi sembrano lontani quei tempi… I vestiti non si decidono ad asciugarsi così faccio un giro. La cosa bella dell’ostello è che è grandissimo: cinque piani ma infinite stanze, puoi fare una passeggiata senza mettere un piede fuori. Controllo la cassetta delle lettere: niente. Meglio così. Le lettere che mi arrivano qui contengono soltanto scocciature di uffici che richiedono documenti e che ti dicono di fare questo o fare quello; stasera invece voglio godermi queste poche ore senza pensieri dopo una giornata passata in buona compagnia e in mezzo alla natura affascinante della Svizzera.
Boh… Entro nella sala di attesa e gironzolo guardando opuscoli sulle principali attività che un normale turista può essere interessato a conoscere. La luce è perfetta, l’aria silenziosa e tutto sembra essere al suo posto. Poi scopro una mensola: non mi ero accorto che c’erano dei libri! Provo sempre una certa ebrezza quando vedo parecchi libri; sono un mistero e un mondo lì a portata di mano tutto da scoprire. Così mi ritrovo a sfogliarne alcuni in inglese, altri in… Cacchio chi è che legge Harry Potter in tedesco! Poi così, quasi il destino dalla mia camera mi avesse trascinato con una scusa sino a qui vedo questo libro del Dalai Lama: “Trasformare la mente”. Lo inizio a sfogliare e piano piano vedo le cose un po’ più chiare… Inizio a dare meno peso a tante cose e rifletto sulla persona che sto diventando. Poi mi siedo e continuo la lettura e mi dico: “stasera non importa l’orario, continuo a leggere fino a tardi!”

DS